La Nuova Accademia delle Belle Arti (NABA) ha presentato con successo i lavori di fine Triennio dei suoi studenti; tema della sfilata: Autentico/Ibrido.
NABA, la più grande Accademia privata italiana, ufficialmente riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), entrata a far parte – dal 2009- di LAUREATE INTERNATIONAL UNIVERSITIES, un network internazionale di circa sessanta istituzioni accreditate, che offrono corsi di laurea di primo e secondo livello, equipollenti ai diplomi di laurea universitari, ha messo in scena, ieri sera a Milano, una sfilata evento, per celebrare i risultati stupefacenti ottenuti dai suoi allievi.
Lontana dai rigidi canoni accademici, la NABA ha sempre puntato su linguaggi e visioni che si fondono con le pratiche artistiche contemporanee.
In occasione del défilé, complici le stelle, il cortile esterno e gli edifici del Campus - sito in via Darwin 10 - sono stati allestiti superbamente, dando vita a una cornice d’effetto che, supportata da musiche ipnotiche, ha saputo esaltare la bellezza dei capi in passerella.
Suggestivo anche l’allestimento della sala antistante al cortile, con macchine per cucire, spole colorate, manichini con indosso estrose creazioni.
Sarà sufficiente dire che il media partner dell’iniziativa è stata ELLE, di per se’ una garanzia di qualità e stile…
Le modelle, bionde ed efebiche, nere e orientali, hanno falcato la passerella a piedi nudi, “sporcati” solo da vernice. La mia personale opinione, è che questa scelta si addicesse perfettamente ad alcuni capi, ma ne sminuisse altri, nati evidentemente per essere accompagnati da un sexy tacco alto.
La varietà dei materiali utilizzati e delle forme, che spaziavano dalla più lineare e “portabile” a costruzioni esagerate, quasi architettoniche, ha saputo catturare l’attenzione del numeroso pubblico per quasi un’ora: ogni studente ha, infatti, presentato due modelli della propria collezione.
Non c’è dubbio che, da questo folto gruppo, emergeranno nuovi talenti di cui sentiremo ancora parlare. Alcuni, come dicevo, hanno tentato di stupire con linee “mirabolanti”, non sempre riuscendo nell’intento. Forse troppa la preoccupazione di stupire, a discapito del risultato finale… qualche cucitura, diciamolo, ha dovuto sostenere strutture un po’ improbabili; perdonerei, comunque, questo eccesso di zelo, d’altronde di architetto della moda ce n’era uno, unico, si chiamava GIANFRANCO FERRÈ ! Uno di loro, però, ce l’ha fatta: FRANCESCO CHINELLI, con i suoi abiti che assumono aspetti via via più robotici, geometrici, ibridi, mi ha lasciata letteralmente a bocca aperta!
Per il resto, ho apprezzato di più chi si è preoccupato di raggiungere la perfezione del dettaglio, della singola cucitura, insomma, vera e propria sartorialità d’alta moda.
Un esempio su tutti, la bravissima KARINA GOSTEVA, che si è lasciata sedurre (e ci ha sedotto) dal fascino del Sol Levante, introducendo una geisha dei nostri giorni, in bilico tra le suggestioni del teatro Kabuki e il mondo Giger. Ho voluto conoscere questa ragazza, bionda, semplice, un sorriso aperto. Mi ha detto che ha addirittura inventato lei la stampa della stoffa utilizzata per i suoi abiti! Karina ha aggiunto che la NABA, con i suoi qualificatissimi insegnanti, l’ha aiutata a tirare fuori e a mettere in pratica il suo talento: “Un fuoco di passione”, l’ha definito. Così giovane, eppure già una vera professionista…
In conclusione, penso che molti più riflettori dovrebbero essere puntati su manifestazioni di questo tipo e su un’Accademia che tiene alta la bandiera della moda in Italia. Il nostro Paese, duramente colpito dalla crisi, può e deve “spingere” sui suoi punti di eccellenza per riemergere: arte, buona tavola, enologia e, ovviamente, MODA.
Simona Castanotto